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L'origine Modifica

A partire dal 2066 fino al 2099 i Terrestri hanno lanciato, ad intervalli di 3 anni, delle flotte Terraformer composte da 6 navi equipaggiate per raggiungere pianeti lontani, renderli abitabili prima dell'arrivo dei coloni Terrestri e procedere al pianeta successivo. Lo scopo primario delle flotte era l'esplorazione dell'universo, attraverso il portale per Alfa Centauri, e la terraformazione dei pianeti. Queste macchine autonome avevano un continuo collegamento con la Terra, attraverso droni messaggeri che viaggiavano attraverso la rete di portali o con onde radio, alla quale inviavano posizioni di pianeti, di stelle, coordinate di settori, rilevamenti strani, pianeti terraformati. Dalla Terra, le flotte ricevevano costanti aggiornamenti per le loro IA autonome

Nel 2084 la prima flotta auto-replicante, capace cioè di ripararsi e di costruire altri vascelli, lascia la Terra.

In seguito a problemi interni, il progetto dei Terraformer viene cancellato nel 2099: nessuna nuova flotta sarà creata e inviata nello spazio. Dei droni messaggeri vengono lanciati nello spazio per raggiungere le flotte. Non tutte le flotte dei Terraformer vengono però raggiunte: alcune continuarono, all'insaputa dei Terrestri, a riprodursi e terraformare pianeti, come da programma.

Dopo 15 anni, nel 2115, un'aggiornamento del software che controlla l'IA dei Terraformer viene lanciato nello spazio attraverso onde radio e droni messaggeri alle flotte Terraformer conosciute, queste inoltrano l'aggiornamento anche alle altre flotte.

2146: Attacco alla Terra Modifica

Nel 2145, una flotta sconosciuta di 6 Terraformer, raggiunge il Sistema Solare per attuare la missione per cui sono stati creati i Terraformer: terraformare i pianeti simili alla Terra, raccogliere risorse utili ai coloni e costruire le prime installazioni vitali. Per assolvere al loro compito, i Terraformer iniziarono ad attaccare e distruggere le deboli stazioni costruite dall'uomo nel Sistema Solare.

Nel 2146 la flotta raggiunge la Terra ed inizia un massiccio bombardamento del pianeta. Solamente il disperato intervento di Nathan R. Gunne, che riuscì a portare tutti i Terraformer nell'Universo di X distruggendo in seguito il portale per la Terra, riuscì a salvare il pianeta.

Per numerose centinaia di anni dalla Terra non partì più nessuna nave e il progetto del Jumpdrive fu cancellato.

Dove sono finiti i Terraformer? Modifica

Nel corso del tempo i Terraformer sono andati e tornati numerose volte dall'Universo di X. A causa dei continui miglioramenti, nel corso del tempo la struttura dei Terraformer si è modificata e spesso avvistamenti di Terraformer furono confusi con avvistamenti di navi aliene sconosciute.

Le prime flotte lanciate non hanno subito nessun cambiamento esterno e si crede che siano ancora all'opera negli angoli più remoti dell'universo a compiere la loro missione. Se l'USC o l'ATF sia a conoscenza della posizione di una antica nave CPU, non ci è dato saperlo.

L'evoluzione principale a cui ha partecipato la maggioranza dei Terraformer è stata quella che ha portato ai moderni Xenon. Gli Xenon altro non sono che i nipoti di quei primi Terraformer che vennero prodotti con la capacità di replicarsi e di adattarsi. La pericolosità dell'universo e le continue battaglie hanno fatto sì che gli Xenon prendessero lentamente e in più aggiornamenti la loro forma attuale. Un particolare interessante che riguarda gli Xenon, e che evidenziano la loro origine Terrestre, è la particolarità della struttura dei caccia e delle loro navi. I caccia, infatti, sono dotati di una cabina di pilotaggio e di comandi adatti a umanoidi di dimensioni inferiori ai due metri di altezza. Scansioni effettuate su navi Xenon di dimensioni maggiori hanno mostrato la presenza di ponti e di magazzini interni a misura di Terrestre.

Informazioni sulle navi Modifica

Recenti studi e analisi di questi primitivi Terraformer portarono a sconvolgenti scoperte. La maggior parte di essi sono grandi, tozzi e rudimentali droni per il trasporto di materiali impiegati durante le terraformazioni dei pianeti, adattati ai nuovi pericoli del'universo con tecnologie assimilate forse per caso o forse per necessità. Il risultato di questa assimilazione sono dei rapidi e letali caccia armati con tecnologie che per ora sono paragonabili a quelle a disposizione dell'USC e dell'ATF.

Un'altra straordinaria particolarità di queste navi è il fatto che mantengono tutt'oggi il loro progetto originale: infatti questi droni, dopo quasi un millennio dalla loro produzione, sono ancora dotati di abitacoli capaci di ospitare, grazie al supporto vitale , esseri umani.

I droni sono controllati da una gigantesca nave, una nave CPU, che coordina tutte le azioni delle navi ad essa collegate. Attualmente l'unica nave CPU catturata è situata ad Aldrin ed è costantemente controllata da navi da guerra ATF.

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